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La loro storia

di Anna Rita Orsi
Nel 1974 riuscii a strappare ai miei il permesso di acquistare un cocker (Raf) tutto mio. Eravamo inseparabili e quando andai a vivere da sola lo portai ovviamente insieme a me con molto rammarico dei miei.
Nel frattempo mio padre si era trasferito per motivi di lavoro a Baghdad in Iraq e dopo poco anche mia mamma lo raggiunse. PapÓ era molto impegnato con il lavoro e mia mamma trascorreva da sola le sue giornate in una grande villa. Fu cosý che un collega e amico iracheno di papÓ, avando avuto una cucciolata di "cani del posto" da una femmina i cui nonni erano stati catturati nel deserto, pens˛ di fare un dono a quell'italiano instancabile e sempre disponibile, invitandolo a scegliere uno dei suoi "preziosi cuccioli", sottolineando che era un riconoscimento di stima e affetto.
Semira
Mamma, PapÓ e Semira cucciola
Questo "cane", SEMIRA, cominci˛ a riempire le giornate di mamma e a rallegrare le ore libere di papÓ; le loro lettere iniziarono a contenere mille domande su come crescere ed allevare al meglio un cane. Io non ricordo che mi venne presentato come Saluki ma piuttosto come un cane tipico del posto ed anzi "sacro" al punto che, mi raccontava mio padre, solo questi cani potevano vivere tranquilli e ben curati. Quando i miei tornarono definitivamente in Italia si dovette provvedere anche al trasferimento di SEMIRA, che all'epoca aveva circa sei mesi (mio padre per poterle consentire un viaggio decoroso impieg˛ una giornata intera tra una coincidenza e l'altra di linee aeree - erano gli anni della Guerra del Golfo!).

Mi ricordo quando andai all'aeroporto ad accogliere papÓ con la cucciolotta, intravidi nel kennel ů "uno strano cane magrissimo". La "Signorina" cominci˛ a familiarizzare con il mio ormai anziano e acciaccato cockerino.
Raf
Raf e Semira

avantisegue


 

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